Nutrizione

Fibre alimentari: quando se ne mangiano troppe!

5 settembre 2017 — by siQuri0

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Fibre alimentari: quando se ne mangiano troppe!

5 settembre 2017 — by siQuri0

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Assumere troppe fibre alimentari può risultare fastidioso come non assumerne abbastanza.
Scopriamo cosa accade se l’apporto di fibre, nella nostra alimentazione quotidiana, non è equilibrato.

Noi abitanti di questo Paese soleggiato, circondato dal mare e baciato dalla fortuna di un ambiente e storia invidiabili, facciamo parte del mondo mediterraneo, e questo ci ha accumunato a molti altri popoli che si affacciano sul “mare nostrum” anche nelle abitudini alimentari.

Se ci si alimenta, seguendo la dieta mediterranea, ricca in frutta e vegetali di ogni genere, legumi e moderata di pesce, carne e cereali, si introducono molte fibre alimentari, che sicuramente comportano benefici per il nostro organismo.

è importante considerare che le fibre alimentari possono anche essere troppe.

Purtroppo le abitudini alimentari stanno cambiando, la frutta viene consumata poco, la colazione è frettolosa e, al massimo, ricca in carboidrati, il pranzo inesistente, spesso risolto da un tramezzino al bar, gli spuntini non si sa cosa siano ed è più facile che la nostra alimentazione assomigli a una dieta americana standard, generalmente molto povera di fibre.

Parecchie persone oggi leggono più del passato, grazie ai nuovi mezzi di informazione veloce presenti nel mondo internet; esse si informano e piano piano raggiungono coscienza che devono aumentare il tenore di fibre della loro alimentazione quotidiana, incrementando cereali integrali, frutta, vegetali e legumi, alimenti tipicamente ricchi in fibre.
Non serve scegliere un campo preciso come fanno necessariamente i vegetariani o vegani: è sufficiente tenere presente che l’80% del nostro cibo dovrebbe provenire dal regno vegetale, o meglio dovremmo mangiare almeno 1 kg fra frutta e verdura ogni giorno.

Tuttavia, per chi vuole riprendere un’alimentazione più ricca in fibre, non è affatto semplice, specialmente quando l’organismo e il sistema digestivo, non sono abituati a un maggior carico di fibre e il loro aumento potrebbe portare alla comparsa, o all’accentuazione di molti sintomi.

siQuri: inforgrafica "Troppe fibre alimentari"
siQuri: clicca nell’infografica per ingradire l’immagine

Effetti fisici delle troppe fibre alimentari

Se non avete pazienza e volete cambiare la vostra religione alimentare troppo rapidamente, è molto probabile che si presenteranno nuovi sintomi, o che alcuni disturbi che vi affliggevano in precedenza possano aumentare: ma quali sono?

  • Diarrea
    Aumentando troppo rapidamente il consumo di fibre, l’organismo non avrà tempo sufficiente per adattarsi. E poiché uno dei maggiori benefici delle fibre deriva dal fatto che aumentano la velocità con cui il cibo si muove attraverso il tratto gastrointestinale, troppe fibre possono rendere questa velocità eccessiva, con il risultato di generare diarrea.
    Le feci molli rappresentano un segno che il cibo non passa un tempo sufficiente nel tratto digestivo e un segnale che dovete rallentare con l’assunzione di fibre.
    Il motivo per cui dovete andare cauti è che possono verificarsi fenomeni di vero e proprio malassorbimento, che rappresentano un potenziale pericolo per il nostro organismo.
    Se invece impari a mangiare pasti bilanciati, affronti seriamente il problema di fornire al tuo organismo la quantità di fibre alimentari necessaria, garantendo, allo stesso tempo un apporto di tutti quei nutrienti che, anche se necessari, non sono così carichi di fibre.
    Combinare una proteina con alimenti ad alto contenuto di fibre e, allo stesso modo, con carboidrati, vi aiuterà ad avere un senso di sazietà che durerà molto più a lungo, garantendoti allo stesso tempo dall’assumere un eccesso di fibre tutte in una volta.
    Ad esempio, petto di pollo servito con insalata di spinaci e una patata al forno apporterà abbondanza di fibre, vitamine, minerali ma non troppe fibre, visto che il petto di pollo ne contiene quantità zero.
    Ricorda che il cibo richiede tempo per essere digerito e un carico eccessivo di fibre potrebbe spingerlo avanti rapidamente prima che i nutrienti siano pronti per essere assorbiti, con la conseguenza che a parità di nutrienti e calorie ingerite, l’utilizzo a scopi energetici e “costruttivi” sarà nettamente inferiore e ti sentirai debole, invece di goderne i vantaggi.
    Come fare in maniera semplice a capire che stai assumendo la quantità giusta di fibre alimentari?
    Basta guardare alle feci, che avranno corpo, transiteranno con facilità rendendo facile la defecazione, senza essere appiccicose o tendere a incollarsi fra loro nell’acqua della toilette.
  • Crampi
    I sintomi caratterizzati da crampi a livello dell’addome si verificano in quanto l’organismo non è in grado di degradare le fibre in maniera propria.
    Se si consumano troppe fibre i processi digestivi possono temporaneamente rallentare o addirittura fermarsi,
    Questo può portare a crampi intestinali e sensazioni di disagio, come quelle di una digestione che non finisce mai.
  • Malassorbimento
    In accordo a innumerevoli studi, molti dei quali sviluppati presso la Colorado State University, poiché le fibre alimentari si legano ad altri alimenti, potrebbero legarsi a nutrienti essenziali e eliminare quindi minerali e vitamine senza che l’organismo possa essere in grado di assorbirli.
    Introducendo troppe fibre con l’alimentazione o anche attraverso l’integrazione, si può quindi interferire su come l’intestino assorba certi minerali, in particolare calcio, magnesio, ferro e zinco, determinando malassorbimento.
    Per fortuna, quasi sempre, questo malassorbimento è minimo e non è fonte di preoccupazione.
  • Gas Intestinale
    Quando si introducono troppe fibre alimentari in breve tempo, si possono verificare molti sintomi spiacevoli come flatulenza e gonfiori determinati da aumento dei gas intestinali.
    Tutto ciò avviene quale reazione da parte del microbiota intestinale alla presenza di fibre.
    Per evitare questo effetto secondario l’unico sistema è quello di incrementare gradualmente il consumo delle stesse, in modo che la flora batterica intestinale si possa adattare alle maggiori quantità presenti, da processare e utilizzare.
  • Stipsi
    Se si introducono troppe fibre senza contemporaneamente bere una quantità adeguata di acqua, si può generare stipsi (stitichezza).
    Il tratto digestivo richiede molti liquidi per trasportare il contenuto lungo tutto il percorso e, se non sono presenti in quantità adeguata, l’intestino non sarà in grado di lavorare in maniera propria, con il risultato di generare stipsi.
  • Blocco Intestinale
    Il blocco intestinale rappresenta l’effetto collaterale peggiore che potrebbe capitare come conseguenza del consumo di troppe fibre.
    Avviene solo nel caso di un eccessivo consumo di fibre accompagnato da troppo poca acqua o liquidi.
    Questo, in genere, si verifica in associazione alla presenza di patologia infiammatoria cronica che può provocare restringimenti del lume o ad aree di ipertono come nella malattia diverticolare severa, ma può anche essere solo una conseguenza del sovraccarico che diventa un vero e proprio tappo al passaggio di altro cibo.
    Può essere una condizione severa, che mette a rischio la salute e che può richiedere un intervento chirurgico per risolverla.
    Per evitare questi effetti secondari è importante aumentare la quantità di fibre alimentari assunte gradualmente, aumentando contemporaneamente la quantità di liquidi.
    Una buona regola potrebbe essere un bicchiere colmo di acqua (circa 200 grammi) ogni 7 chili di peso, aumentati in caso di attività che comportino incremento della sudorazione e, certamente, d’estate
  • Interazioni con nutrienti e farmaci
    Alimentarsi con troppe fibre alimentari potrebbe interferire con l’assorbimento di alcuni nutrienti o farmaci.
    In accordo con il Linus Pauling Institute, negli Stati Uniti, l’aumento di fibre cereali potrebbe ridurre l’assorbimento di zinco, ferro, calcio e magnesio; questo malassorbimento potrebbe peraltro essere dovuto alla presenza di fitati, che si trovano sempre nelle fibre cereali, e non provocato in realtà primariamente dalle fibre.
    Inoltre, sempre questa istituzione raccomanda di assumere eventuali farmaci almeno una o due ore prima o dopo i supplementi di fibre, in quanto alcune di queste potrebbero interferire con l’assorbimento di farmaci di uso comune quali il paracetamolo, o antibiotici come amoxicillina e tatracicline, o anticoagulanti come i dicumarolici.

QUINDI Come minimizzare gli effetti indesiderati di un incremento di fibre nella tua dieta?

Per ridurre drasticamente le probabilità di soffrire di disturbi allo stomaco o all’intestino, è bene aumentare gradualmente il consumo di fibre, utilizzandone ogni giorno un po’ di più, fino ad andare a regime nel corso di due – tre settimane. Questo avviene anche aumentando il numero dei pasti e imparando a fare qualche spuntino a metà mattina e metà pomeriggio.

Quando si mangiano più fibre è importante ricordare di bere assieme una gran quantità di acqua, per aiutarne la progressione attraverso l’apparato digerente.
Sbucciare frutta e vegetali può pure contribuire a ridurre la fibra totale che viene introdotta, ma nelle “bucce” spesso sono contenute la maggior parte delle sostanze che sono di beneficio alla salute.
Più facile è con i farmaci: basta evitarli…e comunque evitare di assumere fibre in grande quantità in prossimità del momento di assunzione dei medicamenti necessari.

Ma ci sono anche altri strumenti che ci possono aiutare. Da medico mi sento spesso dire “la frutta non mi piace”, “le verdure mi gonfiano per cui non le mangio”, “fin da bambino non ho mai mangiato verdure”, e così via.
Come fare a rieducare (intanto pensiamo bene alla parola educazione e a quello che insegniamo ai nostri figli anche in tema di alimentazione) ad assumere una quantità di fibre adeguata, iniziando la nostra vita anche al piacere di sapori per noi nuovi provenienti dalla natura.

Sicuramente possiamo iniziare ad aumentare le fibre con spuntini a base di estratti.

L’estrattore, più che mai, si presta a questo scopo, in quanto preserva il massimo dei nutrienti preziosi presenti nella nostra frutta e nei vegetali, contemporaneamente riducendo, parzialmente, il tenore di fibre e aiutandoci quindi in questo nuovo percorso, che, ripeto, è molto soggettivo, evitandoci spiacevoli conseguenze che potrebbero derivare da un brusco aumento della quantità totale.

Ma tieni presente anche una cosa:

Se riscontri di presentare gonfiore, borborigmi (gorgoglii) o disturbi di stomaco dopo aver mangiato, non dare subito la colpa alle fibre alimentari: potresti essere carente di enzimi.

Infatti, queste proteine, sono necessarie per frammentare i nutrienti contenuti nel cibo in particelle sempre più piccole, fino a renderle adatte all’assorbimento.
Questi enzimi digestivi sono presenti nella bocca, stomaco e intestino.
Enzimi chiamati amilasi convertono gli alimenti ricchi in amido in zucchero, le proteasi ottengono aminoacidi dalle proteine e le lipasi degradano i grassi che poi vengono assorbiti nel piccolo intestino.
Le fibre sono composte da molecole che resistono alla digestione e pertanto passano attraverso il sistema digestivo senza venire degradate dagli enzimi.

Abbiamo già visto come le fibre possano essere di due tipi: quelle solubili e quelle insolubili.
Gran parte degli alimenti ne contiene entrambi i tipi.

Le fibre solubili si dissolvono in acqua e formano una specie di gelatina nel tratto digestivo.
Le fibre insolubili, d’altro canto, non si dissolvono in acqua ma, piuttosto, sono una specie di spazzini che spingono i residui di cibo fuori dal corpo, come fossero delle foglie morte.

Le fibre solubili è più facile si facciano sentire a livello del sistema digestivo in quanto vengono fermentate dai batteri presenti nell’intestino con conseguente formazione di gas.

D’altro canto, alimenti come fagioli e lenticchie contengono oligosaccaridi che derivano da fibre insolubili.
Questi oligosaccaridi come il raffinosio e lo steachiosio sono a loro volta fermentati dai batteri intestinali con conseguente produzione di gas e borborigmi (brontolii di pancia).

Dopo la lettura di questa serie di tre articoli sulle fibre alimentari, appare evidente come la Medicina Funzionale sia sempre alla ricerca di dare una spiegazione adeguata a tutti i sintomi che si presentano nella nostra vita e ci affliggono, rappresentando peraltro non un “fastidio” o disturbo più o meno grave, ma un segnale d’allarme che qualche disequilibrio si è verificato nel nostro organismo, e che questo va corretto se vogliamo che lo stato di salute generale prima o poi non sia compromesso.

Prof. Alfredo Saggioro (Responsabile Medico-Scientifico di siQuri) e Dr.ssa Giulia Calogero

Fondatori e Coordinatori del progetto Medicina Funzionale www.medicinafunzionale.org


Per saperNe di più:

Fiber: Start Roughing It! Harvard School of Public Health
Tsang, Gloria, R.D. Fiber 101: Soluble Fiber vs Insoluble Fiber

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Ricapitolando...
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