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Disintossicarsi dai metalli pesanti: ecco il succo vivo più adatto

7 Settembre 2017 — by Marina Ribas Torres0

La questione  dei metalli pesanti è preoccupante: si calcola che nel corso della vita ingeriamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio. Diventa importante quindi non sottovalutare questa problematica, per cercare di adottare dei rimedi pratici e naturali che aiutano a disintossicarsi dai metalli pesanti.

E’ un argomento talmente sentito e popolare che anche la famosa trasmissione televisiva “le Iene” ha realizzato un servizio, andato in onda a livello nazionale in prima serata.

Effetti sull’organismo dei Metalli Pesanti

Un’alta esposizione e un accumulo di queste sostanze nel nostro organismo può causare tossicità con conseguenze estremamente dannose per il nostro organismo, in particolare per le nostre capacità cognitive ed il sistema nervoso.

Migliaia di studi ormai dimostrano che i metalli pesanti sono tossici per l’organismo.
Un recente studio scientifico dell’University of British Columbia, pubblicato su National Center for Biotechnology Information, dimostra come ci sia una stretta correlazione tra alluminio e morbo di Alzheimer – mercurio e processi neurodegenerativi cerebrali.

Altri effetti più rilevanti sull’organismo sono:

  • disfunzioni ormonali 
  • intossicazioni
  • malattie degenerative
  • Inducono la formazione di radicali liberi
  • stanchezza cronica
  • Insonnia 
  • Aumento di peso

Fino ad arrivare a malattie molto più gravi come il cancro al seno e il cancro al colon.

DOVE si TROVano I METALLI PESANTI

L’esposizione agli inquinanti ambientali come i “metalli pesanti“, piombo e mercurio in particolare, è una pratica alla quale, purtroppo, non possiamo sottrarci.
Qui di seguito faccio un elenco delle più comuni “fonti” di metalli pesanti:

  • ALLUMINIO: deodoranti, cibi in scatola, caffè (moka in alluminio), aria, acqua [inquinamento industriale];
  • CADMIO: fumo di sigaretta, pesticidi, fertilizzanti;
  • MERCURIO: aria, pesci grandi (tonno – salmone), amalgama dentale;
  • NICHEL: oggetti metallici, pentole acciaio inox, alcuni gioielli;
  • PIOMBO: acqua (tubature), aria (inquinamento atmosferico);

Le piante hanno proprietà benefiche che aiutano a  disintossicarsi dai metalli pesanti

Abbiamo visto che in natura ci sono ingredienti con forti capacità anti infiammatorie, disintossicanti, immuno stimolanti etc. ma lo sapevi che ci sono piante che hanno capacità di catturare le tossine, come i metalli pesanti, ed aiutarti ad espellerle?

Parliamo di una delle mie piante preferite ed un ingrediente versatile che non mi faccio mai mancare: il coriandolo, conosciuto anche come prezzemolo cinese.

Coriandolo o prezzemolo cinese contro i metalli pesanti
Coriandolo o prezzemolo cinese contro i metalli pesanti

Il coriandolo (io utilizzo le foglie fresche, che assumo il nome di ciliantro) è un disintossicante naturale con una marcia in più: un “naturale magnete” che ci aiuta a ridurre l’accumulo di veleni e tossine nel corpo.

Abbinerò queso prezioso ingrediente con altra frutta e verdura selezionata appositamente per ricavare un succo vivo che ho definito “Succo Magnete” proprio per la sua capacità di disintossicare dai metalli pesanti,

Per ottenere l’estratto fresco,  utilizzo un estrattore di succo certificato BPA free, contro il rilascio di inquinanti nel succo, in modo da ottenere una bevanda pura che posso assumere in modo pratico e veloce e senza grosse complicazioni, ogni giorno.

Disintossicarsi dai metalli pesanti
Disintossicarsi dai metalli pesanti

Ricetta Succo Magnete

Ingredienti per una persona
  • 1 manciata di foglie fresche di coriandolo
  • 2 cm di radice fresca di zenzero
  • 4 carote
  • 1 mela di medie dimensioni

Procedimento

  1. Lava accuratamente gli ingredienti.
  2. Pela la radice di zenzero. In alternativa, se vuoi un succo più aromatico, mantieni pure la scorza.
  3. Le carote vanno lasciate intere.
  4. Per ultima taglia a spicchi la mela un istante prima di iniziare l’estrazione.
  5. Alterna i vari ingredienti nell’estrattore di succo, parti con le foglie di coriandolo, i spicchi di mela e lo zenzero. Per ultime inserisci le carote intere. Questo faciliterà ulteriormente la pulizia dell’estrattore, in quanto le carote spingono fuori tutto il residuo rimasto all’interno.
  6. Mescola bene il succo ottenuto e bevilo immediatamente, alla mattina prima di fare colazione.

* Se togli la mela come ingrediente, puoi usare questo succo come un digestivo di fine pasto.
Il coriandolo infatti, ha elevate proprietà digestive.

Principali benefici degli ingredienti utilizzati in questa ricetta

CORIANDOLO O CILANTRO

Il coriandolo è un erba annuale nota anche come prezzemolo cinese.
Con esso si identificano, normalmente, i semi della pianta. Le sue foglie e lo stelo, utilizzati freschi, assumono il nome di
“cilantro”.
Questa pianta è una buona fonte di vitamine A, C, E, K, ma anche di minerali quali calcio, ferro, potassio e magnesio. Inoltre, il coriandolo, promuove le funzionalità epatiche e motilità intestinale.
Il coriandolo contiene proprietà antiinfiammatorie. Questo è il motivo per cui è raccomandato contro infiammazioni come l’artrite.
Un magnete per le tossine
In uno studio pubblicato nel 2011 nel Journal of Ethnopharmacology, i ricercatori hanno studiato la

relazione tra coriandolo e il deposito di piombo nei topi.

Ai topi che soffrivano di alti livelli di piombo nei loro corpi sono stati somministrati dosi di cilantro tramite
intubazione gastrica. L’acido dimercaptosuccinico (DMSA), un agente chelante, è stato usato come un

controllo positivo per convalidare l’esperimento.

Dopo averli sottoposti a questa procedura per 25 giorni, i topi sono stati controllati per rilevare la quantità di
piombo presente nei loro corpi. Secondo gli scienziati, il cilantro e la DMSA “hanno significativamente
diminuito la deposizione di piombo nel femore e gravi lesioni causate dal piombo nei reni”.
Inoltre, è stata aumentata l’escrezione urinaria dell’ acido delta-aminolevulinico (ALA), quindi i ricercatori
hanno concluso che il cilantro possiede “attività soppressiva rispetto alla deposizione di piombo“.
Altri studi osservano le proprietà del cilantro di chelare altri metalli pesanti come il mercurio dal corpo.
Un aiuto digestivo

I ricercatori hanno scoperto che il coriandolo funziona come un farmaco antispasmodico, ha infatti un’azione rilassante sui muscoli contratti dell’apparato digestivo, portando sollievo a chi soffre di colon irritabile (IBS).

Uno studio pubblicato in Digestive Diseases and Sciences ha studiato 32 persone affette da sindrome del colon irritabile (IBS). Lo studio ha osservato e valutato gli effetti legati al consumo di una preparazione contenente coriandolo rispetto ad un placebo.
Dopo otto settimane, i soggetti che avevano assunto la preparazione del coriandolo hanno riportato una notevole riduzione dei sintomi legati a dolore e gonfiore addominale.
Aiuta le infezioni delle vie urinarie
I semi di coriandolo sono utili per alleviare i sintomi di una infezione urinaria.
Un metodo efficace consiste nel tenere in ammollo 1 cucchiaino di semi di coriandolo in circa 400 ml d’acqua
per circa 8 ore.
Successivamente filtrare l’acqua e consumare la preparazione.
E’ un semplice rimedio che aiuta contro alcuni sintomi associati alle infezioni urinarie.

HEATLHY JUICING APPROVED: tutte le nostre ricette, a differenza di quelle che trovi on-line, contengono riferimenti scientifici a studi reali e documentati sui benefici per la persona.

NutrizioneRicetteVitalità

Acidosi metabolica: contrastala efficacemente con il succo alcalino

6 Settembre 2017 — by Marina Ribas Torres0

Molti malesseri comuni, come il mal di testa, difficoltà di concentrazione, crampi, dolori articolari e muscolari, nausea, ipertensione, osteoporosi, alitosi, possono avere una causa comune che è uno squilibrio del PH del nostro organismo conosciuto come acidosi metabolica.

Orientare il nostro organismo verso una tendenza leggermente alcalina può aiutarlo a riequilibrare il suo stato di benessere.

Il PH riflette la dieta che seguiamo. Idealmente dovrebbe essere appena superiore a 7.
Una dieta sbagliata e ricca di alimenti acidi influisce negativamente sul nostro organismo che continuamente dovrà lavorare per mantenere un livello di omeostasi, in quanto cercherà  di estrarre nutrienti alcalinizzanti dagli organi e dalle ossa impoverendo e danneggiando, così, gli organi coinvolti.

Acidosi Metabolica
Acidosi metabolica cause

cosa accade al nostro organismo quando consumiamo troppi cibi con PH acido?

A lungo termine una dieta ricca di cibi acidificanti, come carne, zuccheri raffinati e carboidrati,  può fornire terreno ideale per la proliferazione di alcune tipologie di batteri e patologie correlate.
In particolare alcune malattie immunitarie, come l’artrite reumatoide, altamente invalidante e favorita da una dieta tendenzialmente acida,  possono trarre notevole beneficio seguendo una dieta a base alcalina.
L’alcalinità, inoltre, crea un ambiente sfavorevole allo sviluppo e proliferazione delle cellule tumorali [Link allo studio scientifico].

Cosa e come mangiare per evitare l’acidosi metabolica?

Verdure crude (escludendo i pomodori e poche altre), quando possibile, o, se cotte, preferibilmente a vapore, frutta fresca di stagione e matura al punto giusto ( ad eccezione della frutta secca e di alcuni frutti dal colore rossiccio/bluastro, come prugne, mirtilli, etc).

Per ottimizzarne le proprietà alcalinizzanti è consigliabile consumare verdura cruda  e frutta fresca trasformandola in ottima bevanda utilizzando un valido estrattore di succo.

E’ considerato ottimale il consumo di circa un 80% di cibi alcalini e un 20% di cibi acidificanti, tra cui le noci e i semi (preferibilmente ammollati e/o germogliati) evitando, come sempre, zuccheri e ingredienti raffinati, caffè, alcoolici e bevande gassate.

Inoltre consumare acqua minerale leggermente alcalina aiuterà ad ottimizzare le funzioni del corpo e a disintossicarci. Un consumo di circa 2-3 litri al giorno divisi tra il risveglio e i pasti principali.

Lo stress e le negatività hanno purtroppo un effetto anche sul nostro organismo, favorendo l’acidosi metabolica.
Yoga e meditazione sono due armi utili per aiutarci a ridurre queste tossine emotive.
Ricordiamoci che in qualsiasi situazione di stress o depressione la cura è dentro di noi, solo noi siamo in grado di orientare il nostro corpo verso la guarigione.
Affidare questo compito solo a terapie sostitutive esterne è spesso la strada per cronicizzare il nostro malessere.

Succo alcalino per contrastare l'acidosi metabolica
Succo alcalino per contrastare l’acidosi metabolica

ricetta per il succo alcalino

Ingredienti

  • 3 carote
  • 2 cetrioli
  • 1 manciata di foglie di cavolo
  • 1 manciata di foglie di cavolo riccio
  • 3 cm di radice di zenzero

Procedimento

  1. Lava accuratamente gli ingredienti.
  2. Lascia intere le carote togliendo solo le estremità.
  3. Taglia per la lunghezza i cetrioli in moda da formare dei “bastoncini” .
  4. Se vuoi un succo meno aromatico, pela lo zenzero togliendo la scorza.
  5. Alterna i vari ingredienti nell’estrattore di succo; parti con le foglie di cavolo riccio, cavolo e successivamente tutti gli altri ingredienti, lasciando le carote per ultime. In questo modo le carote spingeranno fuori dall’estrattore tutte le fibre rimaste all’interno, facilitando la pulizia finale.
  6. Mescola bene il succo ottenuto e bevilo immediatamente.

* Per i bambini ti consiglio di aggiungere mezza mela per dolcificare maggiormente il succo.


Principali benefici degli ingredienti utilizzati in questa ricetta

Carota

Le carote forniscono un alto contenuto di vitamina A e una serie di altri benefici importanti per la salute, in particolare per la pelle, la prevenzione di alcuni tumori e anche anti aging naturale.

Benefici sulla vista

C’è una nota di saggezza nelle parole delle nostre nonne riguardo alle carote e ai loro benefici sui nostri occhi.
Le carote sono infatti ricche di beta-carotene che nel nostro fegato si converte in vitamina A.
La vitamina A, conosciuta anche come “retinolo“, agisce sulla retina e una sua carenza può creare disturbi della vista e ridotta visione notturna. [Link allo studio scientifico]

Sul betacarotene sono stati effettuati studi sulla protezione dalla degenerazione maculare e cataratta senile.

Benefici anti tumorali

Alcuni studi hanno dimostrato che le carote riducono il rischio di tumore ai polmoni, al seno e al colon.

Il Falcarinol è un pesticida naturale prodotto dalla carota che serve a proteggere le sue radici dalle malattie funginee. Uno studio ha osservato un ridotto rischio di tumore nei ratti che consumano carote, grazie a questo elemento.
[Link allo studio scientifico]

Inoltre il betacarotene è stato associato ad un effetto protettivo e anti tumorale per le ovaie.
[Link allo studio scientifico]

Rallenta l’invecchiamento

L’elevato livello di beta-carotene nelle carote agisce come un antiossidante e può contribuire a rallentare l’invecchiamento delle cellule.

Possibile aiuto per la prevenzione di malattie cardiache

La ricerca dimostra come le diete ad alto contenuto di frutta e verdura siano associate ad un minore rischio di malattie cardiache, questo per il loro contenuto di antiossidanti vitamine, minerali, fibra e carotenoidi.
[Link allo studio scientifico]

Disintossicante naturale

La vitamina A aiuta il fegato ad eliminare le tossine dal corpo e la fibra aiuta a mantenere pulito il colon e ne promuove la motilitá.

Un aiuto per la salute orale

Alcuni minerali contenute nelle carote possono avere un effetto antibatterico e possono aiutare a prevenire la carie.

Cetriolo

Benefici sugli ormoni

Studi recenti hanno dimostrato che i cetrioli contengono potenti lignani che legano con  batteri estrogeni-correlati nel tratto digestivo, contribuendo così a ridurre il rischio di vari tumori, come quello al seno, utero, ovaie e della prostata.

Alimento Nutriente

I cetrioli sono un alimento ricco di sostanze nutritive come le vitamine A, C, K, magnesio, silicio, potassio e manganese. Inoltre contengono un’elevata quantità  di antiossidanti e enzimi come l’erepsina, che aiuta a digerire le proteine ​​e distruggere parassiti, in particolare la tenia, svolgendo quindi un azione protettiva sul tratto intestinale.

Probabile anti tumorale

I ricercatori dell’Università di Valencia in Spagna hanno scoperto che contengono dei fitonutrienti chiamati cucurbitacine che  studi imostranoa vere proprietà anti-cancroin quanto, possono indurre la morte delle cellule cancerose.
[Link allo studio scientifico]

Diuretico

Il cetriolo, essendo composto per il 95% di acqua, favorisce l’azione diuretica e aiuta a sciogliere eventuali depositi di acido urico che favoriscono la formazione dei calcoli renali.

Utile nella prevenzione di alcuni tipi di emicranie

Inoltre, essendo un alimento ricco di proprietà idratanti, i cetrioli sono stati utilizzati come un rimedio naturale contro il mal di testa. Questo, perché, uno dei possibili fattori scatenanti per le emicranie è la disidratazione e molti studi dimostrano che i cibi ad alto contenuto di acqua e magnesio, come appunto il cetriolo, hanno un effetto idratante e riequilibrante dei fluidi corporei.
[Link allo studio scientifico]

Azione disintossicante

Infine ha un’azione disintossicante e lenitiva sul tratto intestinale, quindi indicata per condizioni come gastrite, acidità, l’indigestione e le ulcere.

Gli elettroliti contenuti nel cetriolo fanno sì che l’idratazione arrivi profondamente nelle cellule e nei tessuti.

Ricordo inoltre che questo prezioso alimento ha proprietà altamente alcalinizzanti ed è ricco di silicio, promuovendo quindi un’azione benefica e rafforzante anche su capelli e unghie.

Cavolo riccio

Il cavolo riccio è un altro alimento contenente molta fibra, quindi un altro prezioso alleato per il nostro tratto intestinale.
È anche ricchissimo di nutrienti, vitamine, folati e magnesio.

Benefici sugli ormoni

Il consumo regolare di fibra ha dimostrato essere in grado di ridurre il cortisolo, il principale ormone dello stress, stabilizzare l’insulina e lo zucchero nel sangue e abbassare l’estrogeno cattivo.

Ricco di nutrienti

Il cavolo riccio è ricco di vitamina C e di ferro, essenziale per la formazione di emoglobina ed enzimi, il trasporto di ossigeno a varie parti del corpo, la crescita cellulare e la funzionalità epatica.

Questo alimento contiene inoltre calcio e vitamina K, necessaria per la salute delle ossa e per una corretta coagulazione del sangue, antiossidanti, come carotenoidi e flavonoidi,  che aiutano a proteggere da diversi tipi di cancro.

Il cavolo riccio è ricco di vitamina A, essenziale per la salute degli occhi e della pelle. Questo prezioso profilo nutrizionale rende questo alimento un eccellente alleato del nostro sistema immunitario e del nostro metabolismo.

Antinfiammatorio

Le proprietà antinfiammatorie di questa varietà di cavolo sono dovute agli acidi grassi omega-3, che aiutano a combattere l’artrite, l’asma e i disturbi derivanti da una ridotta difesa immunitaria.

Disintossicante

Il contenuto di fibre e di zolfo rendono il cavolo riccio un valido alimento disintossicante, aiutando, in questo modo, a mantenere il fegato sano.

Anti tumorale

Un’ altra preziosa sostanza contenuta nel cavolo riccio, così come in altre painte appartenenti alle crucifere, è il sulforafane. Studi hanno dimostrato che questo prezioso fitochimico aiuta a combattere la formazione di tumori a livello molecolare.
[Link allo studio scientifico]

Zenzero O Ginger

Potente antinfiammatorio

Lo zenzero è una delle spezie medicinali più antiche e più usate del mondo.
Questa radice è conosciuta non solo per il suo potere digestivo e antinfiammatorio ma è anche molto usata per prevenire  raffreddori, influenza e nausea (qualora il sapore della radice fresca fosse troppo forte, si consiglia di utilizzare quello in polvere).

Lo zenzero contiene potenti composti antinfiammatori chiamati gingeroli ed esercita un’azione analgesica utile per coloro che soffrono di dolori articolari, muscolari.
[Link allo studio scientifico] [Link allo studio scientifico]

Antibatterico naturale

Questa radice ha inoltre forti proprietà antibatteriche contro l’acidosi metabolica.
Studi hanno dimostrato la sua efficacia nel combattere Escherichia coli, infezioni da Stafilococco e Candida albicans.
[Link allo studio scientifico]

Proprietà anti tumorali, effetti benefici su disturbi vascolari, diabete mellito e salute gastrointestinale

Inoltre, come osservato nello studio dell’ International Journal of Preventive Medicine, intitolato  “Effetti antiossidativi antinfiammatori dello zenzero nella salute e nell’attività fisica: rassegna aggiornata delle prove”, si cita:
“il potenziale anticancro dello zenzero è ben documentato e i suoi componenti funzionali come gingeroli, shogoali e paradoli sono gli ingredienti preziosi che possono prevenire diversi tipi di cancro, l’angiogenesi e metastasi, l’induzione dell’apoptosi e l’inibizione della progressione del ciclo cellulare.

Inoltre, migliora i disturbi cardiovascolari, il diabete mellito e la salute gastrointestinale.”
[Link allo studio scientifico]


HEATLHY JUICING APPROVED: tutte le nostre ricette, a differenza di quelle che trovi on-line, contengono riferimenti scientifici a studi reali e documentati sui benefici per la persona.

Nutrizione

Fibre alimentari: quando se ne mangiano troppe!

5 Settembre 2017 — by siQuri0

Assumere troppe fibre alimentari può risultare fastidioso come non assumerne abbastanza.
Scopriamo cosa accade se l’apporto di fibre, nella nostra alimentazione quotidiana, non è equilibrato.

Noi abitanti di questo Paese soleggiato, circondato dal mare e baciato dalla fortuna di un ambiente e storia invidiabili, facciamo parte del mondo mediterraneo, e questo ci ha accumunato a molti altri popoli che si affacciano sul “mare nostrum” anche nelle abitudini alimentari.

Se ci si alimenta, seguendo la dieta mediterranea, ricca in frutta e vegetali di ogni genere, legumi e moderata di pesce, carne e cereali, si introducono molte fibre alimentari, che sicuramente comportano benefici per il nostro organismo.

è importante considerare che le fibre alimentari possono anche essere troppe.

Purtroppo le abitudini alimentari stanno cambiando, la frutta viene consumata poco, la colazione è frettolosa e, al massimo, ricca in carboidrati, il pranzo inesistente, spesso risolto da un tramezzino al bar, gli spuntini non si sa cosa siano ed è più facile che la nostra alimentazione assomigli a una dieta americana standard, generalmente molto povera di fibre.

Parecchie persone oggi leggono più del passato, grazie ai nuovi mezzi di informazione veloce presenti nel mondo internet; esse si informano e piano piano raggiungono coscienza che devono aumentare il tenore di fibre della loro alimentazione quotidiana, incrementando cereali integrali, frutta, vegetali e legumi, alimenti tipicamente ricchi in fibre.
Non serve scegliere un campo preciso come fanno necessariamente i vegetariani o vegani: è sufficiente tenere presente che l’80% del nostro cibo dovrebbe provenire dal regno vegetale, o meglio dovremmo mangiare almeno 1 kg fra frutta e verdura ogni giorno.

Tuttavia, per chi vuole riprendere un’alimentazione più ricca in fibre, non è affatto semplice, specialmente quando l’organismo e il sistema digestivo, non sono abituati a un maggior carico di fibre e il loro aumento potrebbe portare alla comparsa, o all’accentuazione di molti sintomi.

siQuri: inforgrafica "Troppe fibre alimentari"
siQuri: clicca nell’infografica per ingradire l’immagine

Effetti fisici delle troppe fibre alimentari

Se non avete pazienza e volete cambiare la vostra religione alimentare troppo rapidamente, è molto probabile che si presenteranno nuovi sintomi, o che alcuni disturbi che vi affliggevano in precedenza possano aumentare: ma quali sono?

  • Diarrea
    Aumentando troppo rapidamente il consumo di fibre, l’organismo non avrà tempo sufficiente per adattarsi. E poiché uno dei maggiori benefici delle fibre deriva dal fatto che aumentano la velocità con cui il cibo si muove attraverso il tratto gastrointestinale, troppe fibre possono rendere questa velocità eccessiva, con il risultato di generare diarrea.
    Le feci molli rappresentano un segno che il cibo non passa un tempo sufficiente nel tratto digestivo e un segnale che dovete rallentare con l’assunzione di fibre.
    Il motivo per cui dovete andare cauti è che possono verificarsi fenomeni di vero e proprio malassorbimento, che rappresentano un potenziale pericolo per il nostro organismo.
    Se invece impari a mangiare pasti bilanciati, affronti seriamente il problema di fornire al tuo organismo la quantità di fibre alimentari necessaria, garantendo, allo stesso tempo un apporto di tutti quei nutrienti che, anche se necessari, non sono così carichi di fibre.
    Combinare una proteina con alimenti ad alto contenuto di fibre e, allo stesso modo, con carboidrati, vi aiuterà ad avere un senso di sazietà che durerà molto più a lungo, garantendoti allo stesso tempo dall’assumere un eccesso di fibre tutte in una volta.
    Ad esempio, petto di pollo servito con insalata di spinaci e una patata al forno apporterà abbondanza di fibre, vitamine, minerali ma non troppe fibre, visto che il petto di pollo ne contiene quantità zero.
    Ricorda che il cibo richiede tempo per essere digerito e un carico eccessivo di fibre potrebbe spingerlo avanti rapidamente prima che i nutrienti siano pronti per essere assorbiti, con la conseguenza che a parità di nutrienti e calorie ingerite, l’utilizzo a scopi energetici e “costruttivi” sarà nettamente inferiore e ti sentirai debole, invece di goderne i vantaggi.
    Come fare in maniera semplice a capire che stai assumendo la quantità giusta di fibre alimentari?
    Basta guardare alle feci, che avranno corpo, transiteranno con facilità rendendo facile la defecazione, senza essere appiccicose o tendere a incollarsi fra loro nell’acqua della toilette.
  • Crampi
    I sintomi caratterizzati da crampi a livello dell’addome si verificano in quanto l’organismo non è in grado di degradare le fibre in maniera propria.
    Se si consumano troppe fibre i processi digestivi possono temporaneamente rallentare o addirittura fermarsi,
    Questo può portare a crampi intestinali e sensazioni di disagio, come quelle di una digestione che non finisce mai.
  • Malassorbimento
    In accordo a innumerevoli studi, molti dei quali sviluppati presso la Colorado State University, poiché le fibre alimentari si legano ad altri alimenti, potrebbero legarsi a nutrienti essenziali e eliminare quindi minerali e vitamine senza che l’organismo possa essere in grado di assorbirli.
    Introducendo troppe fibre con l’alimentazione o anche attraverso l’integrazione, si può quindi interferire su come l’intestino assorba certi minerali, in particolare calcio, magnesio, ferro e zinco, determinando malassorbimento.
    Per fortuna, quasi sempre, questo malassorbimento è minimo e non è fonte di preoccupazione.
  • Gas Intestinale
    Quando si introducono troppe fibre alimentari in breve tempo, si possono verificare molti sintomi spiacevoli come flatulenza e gonfiori determinati da aumento dei gas intestinali.
    Tutto ciò avviene quale reazione da parte del microbiota intestinale alla presenza di fibre.
    Per evitare questo effetto secondario l’unico sistema è quello di incrementare gradualmente il consumo delle stesse, in modo che la flora batterica intestinale si possa adattare alle maggiori quantità presenti, da processare e utilizzare.
  • Stipsi
    Se si introducono troppe fibre senza contemporaneamente bere una quantità adeguata di acqua, si può generare stipsi (stitichezza).
    Il tratto digestivo richiede molti liquidi per trasportare il contenuto lungo tutto il percorso e, se non sono presenti in quantità adeguata, l’intestino non sarà in grado di lavorare in maniera propria, con il risultato di generare stipsi.
  • Blocco Intestinale
    Il blocco intestinale rappresenta l’effetto collaterale peggiore che potrebbe capitare come conseguenza del consumo di troppe fibre.
    Avviene solo nel caso di un eccessivo consumo di fibre accompagnato da troppo poca acqua o liquidi.
    Questo, in genere, si verifica in associazione alla presenza di patologia infiammatoria cronica che può provocare restringimenti del lume o ad aree di ipertono come nella malattia diverticolare severa, ma può anche essere solo una conseguenza del sovraccarico che diventa un vero e proprio tappo al passaggio di altro cibo.
    Può essere una condizione severa, che mette a rischio la salute e che può richiedere un intervento chirurgico per risolverla.
    Per evitare questi effetti secondari è importante aumentare la quantità di fibre alimentari assunte gradualmente, aumentando contemporaneamente la quantità di liquidi.
    Una buona regola potrebbe essere un bicchiere colmo di acqua (circa 200 grammi) ogni 7 chili di peso, aumentati in caso di attività che comportino incremento della sudorazione e, certamente, d’estate
  • Interazioni con nutrienti e farmaci
    Alimentarsi con troppe fibre alimentari potrebbe interferire con l’assorbimento di alcuni nutrienti o farmaci.
    In accordo con il Linus Pauling Institute, negli Stati Uniti, l’aumento di fibre cereali potrebbe ridurre l’assorbimento di zinco, ferro, calcio e magnesio; questo malassorbimento potrebbe peraltro essere dovuto alla presenza di fitati, che si trovano sempre nelle fibre cereali, e non provocato in realtà primariamente dalle fibre.
    Inoltre, sempre questa istituzione raccomanda di assumere eventuali farmaci almeno una o due ore prima o dopo i supplementi di fibre, in quanto alcune di queste potrebbero interferire con l’assorbimento di farmaci di uso comune quali il paracetamolo, o antibiotici come amoxicillina e tatracicline, o anticoagulanti come i dicumarolici.

QUINDI Come minimizzare gli effetti indesiderati di un incremento di fibre nella tua dieta?

Per ridurre drasticamente le probabilità di soffrire di disturbi allo stomaco o all’intestino, è bene aumentare gradualmente il consumo di fibre, utilizzandone ogni giorno un po’ di più, fino ad andare a regime nel corso di due – tre settimane. Questo avviene anche aumentando il numero dei pasti e imparando a fare qualche spuntino a metà mattina e metà pomeriggio.

Quando si mangiano più fibre è importante ricordare di bere assieme una gran quantità di acqua, per aiutarne la progressione attraverso l’apparato digerente.
Sbucciare frutta e vegetali può pure contribuire a ridurre la fibra totale che viene introdotta, ma nelle “bucce” spesso sono contenute la maggior parte delle sostanze che sono di beneficio alla salute.
Più facile è con i farmaci: basta evitarli…e comunque evitare di assumere fibre in grande quantità in prossimità del momento di assunzione dei medicamenti necessari.

Ma ci sono anche altri strumenti che ci possono aiutare. Da medico mi sento spesso dire “la frutta non mi piace”, “le verdure mi gonfiano per cui non le mangio”, “fin da bambino non ho mai mangiato verdure”, e così via.
Come fare a rieducare (intanto pensiamo bene alla parola educazione e a quello che insegniamo ai nostri figli anche in tema di alimentazione) ad assumere una quantità di fibre adeguata, iniziando la nostra vita anche al piacere di sapori per noi nuovi provenienti dalla natura.

Sicuramente possiamo iniziare ad aumentare le fibre con spuntini a base di estratti.

L’estrattore, più che mai, si presta a questo scopo, in quanto preserva il massimo dei nutrienti preziosi presenti nella nostra frutta e nei vegetali, contemporaneamente riducendo, parzialmente, il tenore di fibre e aiutandoci quindi in questo nuovo percorso, che, ripeto, è molto soggettivo, evitandoci spiacevoli conseguenze che potrebbero derivare da un brusco aumento della quantità totale.

Ma tieni presente anche una cosa:

Se riscontri di presentare gonfiore, borborigmi (gorgoglii) o disturbi di stomaco dopo aver mangiato, non dare subito la colpa alle fibre alimentari: potresti essere carente di enzimi.

Infatti, queste proteine, sono necessarie per frammentare i nutrienti contenuti nel cibo in particelle sempre più piccole, fino a renderle adatte all’assorbimento.
Questi enzimi digestivi sono presenti nella bocca, stomaco e intestino.
Enzimi chiamati amilasi convertono gli alimenti ricchi in amido in zucchero, le proteasi ottengono aminoacidi dalle proteine e le lipasi degradano i grassi che poi vengono assorbiti nel piccolo intestino.
Le fibre sono composte da molecole che resistono alla digestione e pertanto passano attraverso il sistema digestivo senza venire degradate dagli enzimi.

Abbiamo già visto come le fibre possano essere di due tipi: quelle solubili e quelle insolubili.
Gran parte degli alimenti ne contiene entrambi i tipi.

Le fibre solubili si dissolvono in acqua e formano una specie di gelatina nel tratto digestivo.
Le fibre insolubili, d’altro canto, non si dissolvono in acqua ma, piuttosto, sono una specie di spazzini che spingono i residui di cibo fuori dal corpo, come fossero delle foglie morte.

Le fibre solubili è più facile si facciano sentire a livello del sistema digestivo in quanto vengono fermentate dai batteri presenti nell’intestino con conseguente formazione di gas.

D’altro canto, alimenti come fagioli e lenticchie contengono oligosaccaridi che derivano da fibre insolubili.
Questi oligosaccaridi come il raffinosio e lo steachiosio sono a loro volta fermentati dai batteri intestinali con conseguente produzione di gas e borborigmi (brontolii di pancia).

Dopo la lettura di questa serie di tre articoli sulle fibre alimentari, appare evidente come la Medicina Funzionale sia sempre alla ricerca di dare una spiegazione adeguata a tutti i sintomi che si presentano nella nostra vita e ci affliggono, rappresentando peraltro non un “fastidio” o disturbo più o meno grave, ma un segnale d’allarme che qualche disequilibrio si è verificato nel nostro organismo, e che questo va corretto se vogliamo che lo stato di salute generale prima o poi non sia compromesso.

Prof. Alfredo Saggioro (Responsabile Medico-Scientifico di siQuri) e Dr.ssa Giulia Calogero

Fondatori e Coordinatori del progetto Medicina Funzionale www.medicinafunzionale.org


Per saperNe di più:

Fiber: Start Roughing It! Harvard School of Public Health
Tsang, Gloria, R.D. Fiber 101: Soluble Fiber vs Insoluble Fiber

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Fatto in casa

Yogurt vegetale di mandorla: la ricetta per farlo in casa

16 Luglio 2017 — by Laboratori siQuri.it0

Yogurt vegetale di mandorla? Prepararlo in casa non è mai stao così semplice.
Visti i costi di quello presente in commercio, l’alternativa Home-made risulta notevolmente più conveniente.

Preparare lo yogurt vegetale in casa è uno sfizio che ognuno di noi può permettersi.
Non ci vuole molto e gli ingredienti sono pochi e semplici: bastano infatti 1 litro di latte di mandorla e uno yogurt di soia che funge da starter.

In questa ricetta, ti spiegherò due modalità di preparazione, una completamente a crudo, che necessità solamente di pochi passaggi e sfrutta completamente la fermentazione naturale; e una modalità con cottura, un pò più laboriosa, ma che ti permette di ottenere uno yogurt di mandorla più denso e corposo.
Magari ogni tanto è possibile variare, per gustare entrambe le versioni, che possono tra l’altro venir utilizzate anche nelle tue preparazioni dolci o salate in sostituzione dello yogurt tradizionale di origine animale.

Detto questo ti invito a proseguire la lettura per scoprire come preparare questo yogurt vegetale direttamente a casa tua grazie ai preziosi consigli dello Chef Martino Beria.

Yogurt vegetale di mandorla
Yogurt vegetale di mandorla

Perchè scegliere lo Yogur vegetale di mandorla?

Lo yogurt è un alimento dalle mille virtù, che va bene per colazione, merenda e spuntini; ti consente di sintetizzare vitamine fondamentali per il tuo organismo e aiuta la regolarità dell’intestino.
Indicato per chi è vegano, ma non solo, vedrai che questo tipo di yogurt apporta diversi benefici che in alcuni casi te lo faranno preferire rispetto a quello tradizionale.

L’alternativa vegetale quindi, presenta delle caratteristiche uniche che lo rendono nutrizionalmente valido per questi motivi:

  1. Assenza di lattosio, zucchero che si ritrova nel latte vaccino, verso cui molte persone sono intolleranti.
  2. Non contiene colesterolo; lo yogurt di mandorla è una fonte importante di fitosteroli sostanze in grado di esercitare una significativa riduzione del colesterolo cattivo nel sangue.
  3. Lo yogurt vegetale di mandorla è un alimento molto digeribile perché nel profilo proteico non compaiono le caseine, tipiche invece del latte di derivazione animale.

Il consumo dello yogurt può avvenire al naturale così da assaporare il gusto della fermentazione, oppure con l’aggiunta di frutta di stagione, marmellata, muesli, ecc. per un pasto nutrizionalmente più completo.

Ingredienti per il procedimento a crudo

  • 1L. di latte di mandorla
  • 250 gr. di yogurt di soia

Ingredienti per il procedimento con cottura

  • 1L. di latte di mandorla
  • 6 gr. di Agar
  • 1 cucchiaino di stevia base
  • 250 gr. di yogurt di soia
Yogurt vegetale di mandorla home-made
siQuri-Yogurt vegetale di mandorla home-made

Procedimento

  1. Preparare il latte di mandorla con l’estrattore di succo ( video ricetta per preparare il latte di mandorla in casa)
  2. In un recipiente mescola il latte di mandorla con lo yogurt di soia. Copri il recipiente, lasciando uno spiraglio per far passare l’aria.
  3. Fai fermentare per 6/12 ore.
  4. Dopo la fermentazione, metti la parte solida venuta in in superficie, in un vasetto e conservalo in frigo.
    Consumare entro 2 giorni.

Per il procedimento con cottura più elaborato, ti consiglio di fare riferimento alla video ricetta: Yogurt vegetale di mandorla: la ricetta per farlo in casa

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 Latte chai fatto in casa: come prepararlo siquri_latte-chia-copertina

Latte di mandorla per colazionepost6

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Come fare un Succo Detox Rosso ideale per la primavera (ricetta pratica)

21 Marzo 2017 — by Marina Ribas Torres0

Se in questo periodo di inizio primavera ti senti stanco, hai difficoltà di concentrazionesonnolenza; potrebbe non essere colpa del cambio di stagione

Il senso di malessere generale che senti in questo periodo dell’anno, molto probabilmente è legato ad un disturbo del ciclo della melatonina.

Niente di grave, si intende!

A questo proposito, voglio darti alcune dritte per superare alla grande questa fase di “risveglio” primaverile…

Le ultime ricerche scientifiche attribuiscono questi “fastidi stagionali” ai livelli anomali di melatonina (troppo alti o troppo bassi), che possono far comparire sintomi collegati a disturbi dell’umore.
Questi disturbi temporanei rendono un periodo molto atteso, come l’inizio della primavera, uno dei più difficili dell’anno per quanto riguarda il benessere psicofisico.

Come possiamo aiutare il nostro organismo a superare più rapidamente questo periodo di cambio stagione?

Come sempre la natura ci viene in aiuto permettendoci di combinare assieme alimenti e elementi nutritivi che permettono di equilibrare il ciclo della melatonina.

Ho ideato a questo proposito un succo Detox rosso che ti aiuterà a iniziare le giornate di primavera con più sprint.

Ti consiglio di abbinare a questo succo, della buona cioccolata bio!

Andiamo a vedere come si prepara questo succo Detox rosso:

Ingredienti:

succo_detox_fragole
Succo detox rosso con fragole, arancia, limone e mela

Procedimento:

  1. Sbuccia le arance, il limone e suddividili in spicchi.
  2. Taglia la mela in quattro pezzi, eliminando i semi.
  3. Togli il picciolo verde delle fragole.
  4. Alterna nell’estrattore di succo i vari ingredienti, avendo cura di inserire i pezzi di mela per ultimi.
  5. Nel bicchiere metti un rametto di menta per guarnire.*

    Per rendere il tuo succo più completo, puoi aggiungere dei semi di chia e/o delle bacche di goji direttamente nel bicchiere. Sorseggia il succo alla mattina prima di colazione

Andiamo ad equilibrare il ciclo della melatonina grazie alla vitamina C contenuta nell’arancia e nel limone che stimolano, in sinergia con la Vitamina E contenuta nella mela verde, il sistema nervoso ed è quindi utile in caso di depressione.
Le fragole sono un frutto solare, hanno proprietà diuretiche, depurative e toniche.
Sono inoltre un frutto anti-stanchezza, grazie all’alta concentrazione di potassio. Infine grazie al contenuto di acido folico sono utili per il mantenimento della memoria.

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 Succo rivitalizzante con curcuma e zenzerosucco-rivital-cover

Come fare un sorbetto all’arancia con l’estrattoresiquri-cover-sorbetto

Fatto in casaNutrizione

Come fare il Latte Chai in casa: versione super gustosa!

13 Dicembre 2016 — by Marina Ribas Torres0

Il latte chai è la versione più gustosa e saporita del tradizionale tè Chai. scopri tutti i trucchi per preparalo comodamente a casa!

Ti devo confessare un segreto: quel che più mi piace, è prendere una ricetta tradizionale e rielaborarla con ingredienti 100% vegetali.
Voglio farti scoprire la versione del mio latte chai vegetale; la ricetta si basa sulle tradizionali orientali, ma presenta un tocco originale che rende più gustosa la preparazione.

Il momento ideale per preparare il latte chai è al pomeriggio; ideale per un attimo di pausa: assapora la deliziosa aroma del tè speziato che ti aiuterà a ricaricarti.
Il rituale del tè è molto popolare nei paesi orientali, esistono innumerevoli credenze e miti sul processo di preparazione del tè, e sui vari modi di consumarlo.

Per questa ricetta, avrai bisogno del latte vegetale di mandorle che dovrai preparare in precedenza.
Se vuoi un consiglio evita quello già confezionato che trovi nei negozi, perché è meno fresco; la qualità è inferiore e contiene molto spesso conservanti e altri elementi che non sono del tutto salutari.
Uno dei grossi vantaggi di farti il latte vegetale in casa è proprio il fatto di essere certi degli ingredienti che si utilizzano!

Il tè chai è un misto di tè nero con spezie come i chiodi di garofano, il cardamomo, la cannella, che donano un’aroma intensa, ma allo stesso tempo delicata.

Proseguendo nella lettura ti spiego come prepararlo in casa in modo molto semplice e veloce.

Prima di tutto, prepariamo il latte di mandorla con l’estrattore:

Ingredienti: 

Per il latte vegetale di mandorla (1 litro)

  • 150 gr di mandorle crude (messe precedentemente in ammollo per almeno 12 ore)
  • 750 ml di acqua naturale tiepida

Per il tè chai

  • 350 ml di acqua naturale
  • 1 cucchiaio di tè nero preferibilmente della varietà Assam
  • 2 stelle di anice
  • 1 stecca di cannella
  • 1 cm di zenzero fresco, sbucciato e finemente affettato
  • 3 semi di Cardamomo, leggermente schiacciati con il lato della lama di un coltello
  • 3 Chiodi di Garofano
  • 1 bacca di Vaniglia
  • 2 grani di Pepe nero interi

siQuri: Il latte Chai di Marina

Per preparare il tè chai

  1. In un pentolino aggiungi le spezie  (grani di pepe nero, semi di cardamomo, chiodi di garofano, stecca di cannella, zenzero, bacca e semi di vaniglia)
  2. Aggiungi l’acqua e portala ad ebollizione. 
  3. Aggiungi il tè nero e prosegui la cottura a fuoco basso per altri cinque minuti.
    (Se non hai del tè nero in foglie, puoi usare del tè in bustina).
  4. Scalda leggermente il latte di mandorla preparato in precedenza.
  5. In una tazza filtra il tè usando un colino a maglie fini in modo da conservare solo il liquido.
  6.  Riempi la tazza per metà con il tè e per metà con il latte di mandorla.
  7. Aggiungi a piacimento: un  pizzico di cannella in polvere e/o un cucchiaio di sciroppo d’acero direttamente prima di bere .

Ecco pronto il nostro aromatico latte chai, ideale da assaporare in una fredda giornata d’inverno.

siQuri Valori Nutrizionali

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Fatto in casa

Ciambellone ai semi di chia con polpa di mele e carote

4 Marzo 2016 — by Mimma Morana1

Mimma morana ci insegna come fare un ciambellone ai semi di chia recuperando le fibre di mele e carote avanzate dopo un succo fatto con l’estrattore


Una delle combinazioni piu’ gettonate per i succhi quotidiani fatti con l’estrattore è il connubio tra carote e mele che produce un estratto dolce, profumato, rimineralizzante ed efficacissimo per il viso, le rughe e la luminosità della pelle in generale.

In famiglia beviamo quotidianamente questa gustosa bevanda e ovviamente produciamo degli avanzi di fibre di mele e carote, ancora ricchi di sostanze preziose e quindi….come possiamo utilizzarli?

Oggi vi propongo un gustosissimo ciambellone dove alla salubrità dei resti dell’estrattore ho aggiunto i semi di chia, un vero scrigno di proprietà benefiche.

La Chia e una pianta  originaria del Messico e apprezzata dalla notte dei tempi. La leggenda narra che gli Atzechi traessero da questi semi la forza per vincere le battagliee infatti, nella loro lingua, “chia” vuol dire “forza”.
Questi semi sono molto ricchi di vitamine A, B e C, inclusa la vitamina B6 , utilissime al sistema per aumentare  la capacità di concentrazione e  la diminuzione dell’ansia.
I semini contengono inoltre una importante quantità di acidi grassi essenziali e ,da questo punto di vista, possono essere considerati un sostituto del pesce per tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi.
Tra i minerali contenuti in questi semi troviamo moltissimo calcio , ferro , fosforo , magnesio, potassio , zinco , rame che  uniti agli  aminoacidi e  vitamine contribuiscono a fornire all’organismo un ottimo livello di energia.
I semi hanno un alto contenuto di antiossidanti, ben superiore a quello degli altri semi.
Possono integrare ed arricchire molte ricette.

Le mele, come sappiamo, sono ricche di acqua, vitamine e sali minerali, una grossa capacità antiossidante,  assorbono le tossine dall’intestino e le eliminano.

Le carote è auspicabile, appunto, consumarle crude per non perdere i benefici effetti sulla vista, la pelle, l’intestino.

Quindi, avendo a disposizione tanta buona roba, che faccio?
Un ottimo dolce per la colazione, senza lattosio, con pochi grassi e, udite udite, SENZA ZUCCHERO!
…E si, proprio senza zucchero in quanto la polpa ricavata dal succo è dolce, naturalmente e il risultato è stato gradevolissimo. Per coloro che, comunque, desiderano un gusto piu dolce, possono aggiungere 15 gr. di stevia all’impasto.
Comunque sarà una colazione o una merenda salutare dove, un terzo della massa è costituita da fibre, vitamine e sali minerali, dolcificate con il fruttosio naturale contenuto in esse…quindi, cosa aspettate?

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Ciambellone ai semi di chia con polpa di mele e carote di Mimma Morana

Ingredienti:

  • 200 gr. di avanzi da estrattore (fibre di mele e carote)
  • 200 gr. di farina integrale
  • 2 uova intere Bio
  • 100 gr. olio di lino e girasole bio
  • 50 gr. di acqua  (o latte vegetale)
  • 30 gr. semi di chia
  • 15 gr. di stevia (FACOLTATIVO)
  • la scorza grattugiata di un limone Bio
  •  1 bustina lievito per dolci
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

  1. Frullare in un mixer la polpa di mele e carote per rendere il composto più liscio, aiutandovi con un po’ d’acqua
  2. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare bene.
  3. Imburrare e infarinare uno stampo (ciambellone o plum cake)
  4. Infornare a 180° per 30 minuti
  5. Sfornare e spolverare di zucchero a velo

siQuri

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