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Estrattore o Frullatore: la guida completa per la tua cucina sana e detox

26 Dicembre 2017 — by Franc Arleo0

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Ehi Franc, ma cosa compro: estrattore o frullatore?

Questo mi viene chiesto molto spesso!

Estrattore a bassa velocità e frullatore ad alta velocità sono due tecnologie che spesso vengono percepite come opposte e questa è una domanda ricorrente che ci viene posta da molti clienti in chat sul nostro conversational commerce  siquri.com

Negli anni si sono create addirittura due fazioni di pensiero. In realtà i due strumenti  sono apparentemente distanti, difatti rappresentano e costituiscono due grandi pilastri per una cucina sana, completa e detox.

Devo  ricordare una comparazione che veniva fatta fino a poco tempo fa fra: frullatore, centrifuga ed estrattore. Una comparazione che in questo articolo evito perché la centrifuga ha una caratteristica molto negativa su tutte che la fanno allontanare dall’idea di cucina sana e salubre: la centrifuga abbina l’alta velocità con la contemporanea separazione di fibre solubili e insolubili facendo aumentare la rapida ossidazione di enzimi e minerali della frutta e della verdura, rendendole privi di micronutrienti  e aumentandone l’indice glicemico . 

Ma quali sono sinteticamente le due funzionalità specifiche che rendono invece diversi un estrattore da un frullatore e che quindi li fanno risultare integrabili in tutte le cucine attente alla sana alimentazione:

  • il frullatore permette l’apporto di una quantità considerevole di fibra che si fa portatrice sana di funzioni di pulizia nel nostro apparato digerente
  • l’estrattore permette il mantenimento di microfibra solubile aumentando però l’assorbimento dei micronutrienti con un minor tempo di transito intestinale e di minor tempo nell’attivazione di processi digestivi 

Come vedi la dicotomia fra estrattore e frullatore non esiste, semmai la questione è cosa e come vogliamo ottenere un effetto salutare nella nostra cucina  con questi due strumenti che intervengono direttamente nei nostri processi di assimilazione e digestione della frutta e della verdura.

foto siquri fibra e digestione
assimilazione, digestione e fibre

Mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura è una delle grandi raccomandazioni per una dieta sana e corretta, ormai da anni scritta e riscritta in varie divulgazioni sull’argomento alimentazione e salute. Tuttavia, come ogni giorno sperimentiamo nella nostra vita, è difficile far combaciare le raccomandazioni con la pratica.

Forse è proprio da questa discrepanza fra teoria e pratica che in questi ultimi 10 anni abbiamo assistito ad un aumento del consumo di frutta e verdura attraverso una lavorazione che meglio si integri con i ritmi della vita in cui tutti siamo più o meno immersi. Ciò che poteva apparire come moda passeggera, dunque, è diventato rito e oggi mangiare frutta e verdura in forma di smoothies, frullati, vellutate fredde e calde, bere succhi, estratti, sta diventando  la base per aumentare apporti salutari di enzimi e micronutrienti vegetali nella dieta quotidiana di milioni di persone.

La tecnica più interessante, in questo senso, è quella di integrare le funzioni di pulizia dell’organismo aumentando contemporaneamente il senso di sazietà grazie all’aumento della buona fibra. In quali modi si può ottenere questo doppio beneficio?

Per essere essenziale  ti dico cosa ho fatto io, prima a casa mia e poi  nella cucina siQuri, per arrivare ad un uso davvero specifico del frullatore e testando per più di 2 anni diversi strumenti e selezionando quelli che meglio si prestavano a creare funzioni di integrazione fra fibre di diverse consistenze.

In pratica fra le diverse opzioni sul mercato decisi di occuparmi solo di quei frullatori o blenders che permettevano di creare lavorazioni da ice a soup (calde e fredde) e in particolare mi permettessero di affrontare le seguenti lavorazioni:

  • lavorazione in crush ovvero di lavorare e miscelare cereali di diversa grandezza e consistenza al fine di arrivare a produrre farine in casa senza ulteriori strumenti
  • lavorazione in soup calde e fredde ovvero di lavorare vellutate, zuppe e creme di diverse consistenze
  • lavorazione in porridge ovvero preparazioni a base di avena o riso in grado di mantenere granulosità
  • lavorazioni in omogeneizzati ovvero preparazioni lisce per i più piccoli (nel mio caso per i miei due bimbi)
  • lavorazioni in vegetable milk ovvero preparazione di latti a base di soya, riso, mandorle, noci e simili

Per ottenere questi livelli di lavorazione, dapprima mi rivolsi ai frullatori iper professionali da tavolo Vitamix fra cui la serie 750 e poi ai frullatori ad immersione, sempre di taratura professionale. In entrambi i casi ciò che trovavo di limitante erano proprio le funzioni di lavorazione in soup, ovvero in cottura diretta, e spesso le consistenze non variavano così come volevo e alla fine non rendevano omogenee le vellutate o  granulari al punto giusto il porridge, per non parlare della difficoltà della lavorazione in funzione mulino.

Tuttavia, la diffusa esperienza sul campo e la routine degli innumerevoli test, mi hanno portato a scegliere una tecnologia  blending fra le più accurate in design e lavorazione che io potessi immaginare. Il motivo per cui oggi ho portato su siQuri un blender a 9 funzioni, estremamente semplice, frutto di questi due anni di test  Blender Multifunzione Vivo  è stata proprio la capacità di passare da lavorazione ice e crush (tritatura ghiaccio e granuli, compreso funzione mulino)  alla lavorazione in soup e grain (lavorazione in cottura fino a 100 gradi con miscelazioni, intensità e durate diverse). Un totale di 9 funzioni digitali combinate che mi permettono di creare non più semplici smoothies, ma interi menu con consistenze fibrose diverse.

A queste consistenze portate in lavorazione con il blender, che ripeto si prestano ad un’aumento salutare delle fibre, oggi abbiamo la possibilità concreta di affiancare tecnologie  di 4a generazione per l’estrazione naturale e lenta da frutta e vegetali molto vicini, per robustezza di motori, ad estrattori professionali, cito qui l’arrivo del nuovo Essenzia Elegance, frutto di un lavoro quinquennale di siQuri sfociato oggi in questo gioiello di innovazione. Non va qui dimenticato il nostro articolo sul consumo eccessivo e non equilibrato di fibre  ed è proprio qui che frullatore ed estrattore vanno ad integrarsi.

La funzione dei succhi, degli estratti a bassa velocità, come ho definito prima, è quella di velocizzare i processi di assorbimento dei micronutrienti attivi e degli enzimi che mantengono, proprio per questa lavorazione ‘toroidale lenta’ una bassa volatilità, ovvero resistono più a lungo fra il momento della lavorazione e il momento del consumo.

Nel lifestyle di cucina sana va poi ad aggiungersi la terza tecnologia che completa il ciclo di lavorazione con l’essiccazione lenta a bassa temperatura, ma è un argomento che affronterò nel prossimo articolo.

Nutrizione

Fibre alimentari: quando se ne mangiano troppe!

5 Settembre 2017 — by siQuri0

Assumere troppe fibre alimentari può risultare fastidioso come non assumerne abbastanza.
Scopriamo cosa accade se l’apporto di fibre, nella nostra alimentazione quotidiana, non è equilibrato.

Noi abitanti di questo Paese soleggiato, circondato dal mare e baciato dalla fortuna di un ambiente e storia invidiabili, facciamo parte del mondo mediterraneo, e questo ci ha accumunato a molti altri popoli che si affacciano sul “mare nostrum” anche nelle abitudini alimentari.

Se ci si alimenta, seguendo la dieta mediterranea, ricca in frutta e vegetali di ogni genere, legumi e moderata di pesce, carne e cereali, si introducono molte fibre alimentari, che sicuramente comportano benefici per il nostro organismo.

è importante considerare che le fibre alimentari possono anche essere troppe.

Purtroppo le abitudini alimentari stanno cambiando, la frutta viene consumata poco, la colazione è frettolosa e, al massimo, ricca in carboidrati, il pranzo inesistente, spesso risolto da un tramezzino al bar, gli spuntini non si sa cosa siano ed è più facile che la nostra alimentazione assomigli a una dieta americana standard, generalmente molto povera di fibre.

Parecchie persone oggi leggono più del passato, grazie ai nuovi mezzi di informazione veloce presenti nel mondo internet; esse si informano e piano piano raggiungono coscienza che devono aumentare il tenore di fibre della loro alimentazione quotidiana, incrementando cereali integrali, frutta, vegetali e legumi, alimenti tipicamente ricchi in fibre.
Non serve scegliere un campo preciso come fanno necessariamente i vegetariani o vegani: è sufficiente tenere presente che l’80% del nostro cibo dovrebbe provenire dal regno vegetale, o meglio dovremmo mangiare almeno 1 kg fra frutta e verdura ogni giorno.

Tuttavia, per chi vuole riprendere un’alimentazione più ricca in fibre, non è affatto semplice, specialmente quando l’organismo e il sistema digestivo, non sono abituati a un maggior carico di fibre e il loro aumento potrebbe portare alla comparsa, o all’accentuazione di molti sintomi.

siQuri: inforgrafica "Troppe fibre alimentari"
siQuri: clicca nell’infografica per ingradire l’immagine

Effetti fisici delle troppe fibre alimentari

Se non avete pazienza e volete cambiare la vostra religione alimentare troppo rapidamente, è molto probabile che si presenteranno nuovi sintomi, o che alcuni disturbi che vi affliggevano in precedenza possano aumentare: ma quali sono?

  • Diarrea
    Aumentando troppo rapidamente il consumo di fibre, l’organismo non avrà tempo sufficiente per adattarsi. E poiché uno dei maggiori benefici delle fibre deriva dal fatto che aumentano la velocità con cui il cibo si muove attraverso il tratto gastrointestinale, troppe fibre possono rendere questa velocità eccessiva, con il risultato di generare diarrea.
    Le feci molli rappresentano un segno che il cibo non passa un tempo sufficiente nel tratto digestivo e un segnale che dovete rallentare con l’assunzione di fibre.
    Il motivo per cui dovete andare cauti è che possono verificarsi fenomeni di vero e proprio malassorbimento, che rappresentano un potenziale pericolo per il nostro organismo.
    Se invece impari a mangiare pasti bilanciati, affronti seriamente il problema di fornire al tuo organismo la quantità di fibre alimentari necessaria, garantendo, allo stesso tempo un apporto di tutti quei nutrienti che, anche se necessari, non sono così carichi di fibre.
    Combinare una proteina con alimenti ad alto contenuto di fibre e, allo stesso modo, con carboidrati, vi aiuterà ad avere un senso di sazietà che durerà molto più a lungo, garantendoti allo stesso tempo dall’assumere un eccesso di fibre tutte in una volta.
    Ad esempio, petto di pollo servito con insalata di spinaci e una patata al forno apporterà abbondanza di fibre, vitamine, minerali ma non troppe fibre, visto che il petto di pollo ne contiene quantità zero.
    Ricorda che il cibo richiede tempo per essere digerito e un carico eccessivo di fibre potrebbe spingerlo avanti rapidamente prima che i nutrienti siano pronti per essere assorbiti, con la conseguenza che a parità di nutrienti e calorie ingerite, l’utilizzo a scopi energetici e “costruttivi” sarà nettamente inferiore e ti sentirai debole, invece di goderne i vantaggi.
    Come fare in maniera semplice a capire che stai assumendo la quantità giusta di fibre alimentari?
    Basta guardare alle feci, che avranno corpo, transiteranno con facilità rendendo facile la defecazione, senza essere appiccicose o tendere a incollarsi fra loro nell’acqua della toilette.
  • Crampi
    I sintomi caratterizzati da crampi a livello dell’addome si verificano in quanto l’organismo non è in grado di degradare le fibre in maniera propria.
    Se si consumano troppe fibre i processi digestivi possono temporaneamente rallentare o addirittura fermarsi,
    Questo può portare a crampi intestinali e sensazioni di disagio, come quelle di una digestione che non finisce mai.
  • Malassorbimento
    In accordo a innumerevoli studi, molti dei quali sviluppati presso la Colorado State University, poiché le fibre alimentari si legano ad altri alimenti, potrebbero legarsi a nutrienti essenziali e eliminare quindi minerali e vitamine senza che l’organismo possa essere in grado di assorbirli.
    Introducendo troppe fibre con l’alimentazione o anche attraverso l’integrazione, si può quindi interferire su come l’intestino assorba certi minerali, in particolare calcio, magnesio, ferro e zinco, determinando malassorbimento.
    Per fortuna, quasi sempre, questo malassorbimento è minimo e non è fonte di preoccupazione.
  • Gas Intestinale
    Quando si introducono troppe fibre alimentari in breve tempo, si possono verificare molti sintomi spiacevoli come flatulenza e gonfiori determinati da aumento dei gas intestinali.
    Tutto ciò avviene quale reazione da parte del microbiota intestinale alla presenza di fibre.
    Per evitare questo effetto secondario l’unico sistema è quello di incrementare gradualmente il consumo delle stesse, in modo che la flora batterica intestinale si possa adattare alle maggiori quantità presenti, da processare e utilizzare.
  • Stipsi
    Se si introducono troppe fibre senza contemporaneamente bere una quantità adeguata di acqua, si può generare stipsi (stitichezza).
    Il tratto digestivo richiede molti liquidi per trasportare il contenuto lungo tutto il percorso e, se non sono presenti in quantità adeguata, l’intestino non sarà in grado di lavorare in maniera propria, con il risultato di generare stipsi.
  • Blocco Intestinale
    Il blocco intestinale rappresenta l’effetto collaterale peggiore che potrebbe capitare come conseguenza del consumo di troppe fibre.
    Avviene solo nel caso di un eccessivo consumo di fibre accompagnato da troppo poca acqua o liquidi.
    Questo, in genere, si verifica in associazione alla presenza di patologia infiammatoria cronica che può provocare restringimenti del lume o ad aree di ipertono come nella malattia diverticolare severa, ma può anche essere solo una conseguenza del sovraccarico che diventa un vero e proprio tappo al passaggio di altro cibo.
    Può essere una condizione severa, che mette a rischio la salute e che può richiedere un intervento chirurgico per risolverla.
    Per evitare questi effetti secondari è importante aumentare la quantità di fibre alimentari assunte gradualmente, aumentando contemporaneamente la quantità di liquidi.
    Una buona regola potrebbe essere un bicchiere colmo di acqua (circa 200 grammi) ogni 7 chili di peso, aumentati in caso di attività che comportino incremento della sudorazione e, certamente, d’estate
  • Interazioni con nutrienti e farmaci
    Alimentarsi con troppe fibre alimentari potrebbe interferire con l’assorbimento di alcuni nutrienti o farmaci.
    In accordo con il Linus Pauling Institute, negli Stati Uniti, l’aumento di fibre cereali potrebbe ridurre l’assorbimento di zinco, ferro, calcio e magnesio; questo malassorbimento potrebbe peraltro essere dovuto alla presenza di fitati, che si trovano sempre nelle fibre cereali, e non provocato in realtà primariamente dalle fibre.
    Inoltre, sempre questa istituzione raccomanda di assumere eventuali farmaci almeno una o due ore prima o dopo i supplementi di fibre, in quanto alcune di queste potrebbero interferire con l’assorbimento di farmaci di uso comune quali il paracetamolo, o antibiotici come amoxicillina e tatracicline, o anticoagulanti come i dicumarolici.

QUINDI Come minimizzare gli effetti indesiderati di un incremento di fibre nella tua dieta?

Per ridurre drasticamente le probabilità di soffrire di disturbi allo stomaco o all’intestino, è bene aumentare gradualmente il consumo di fibre, utilizzandone ogni giorno un po’ di più, fino ad andare a regime nel corso di due – tre settimane. Questo avviene anche aumentando il numero dei pasti e imparando a fare qualche spuntino a metà mattina e metà pomeriggio.

Quando si mangiano più fibre è importante ricordare di bere assieme una gran quantità di acqua, per aiutarne la progressione attraverso l’apparato digerente.
Sbucciare frutta e vegetali può pure contribuire a ridurre la fibra totale che viene introdotta, ma nelle “bucce” spesso sono contenute la maggior parte delle sostanze che sono di beneficio alla salute.
Più facile è con i farmaci: basta evitarli…e comunque evitare di assumere fibre in grande quantità in prossimità del momento di assunzione dei medicamenti necessari.

Ma ci sono anche altri strumenti che ci possono aiutare. Da medico mi sento spesso dire “la frutta non mi piace”, “le verdure mi gonfiano per cui non le mangio”, “fin da bambino non ho mai mangiato verdure”, e così via.
Come fare a rieducare (intanto pensiamo bene alla parola educazione e a quello che insegniamo ai nostri figli anche in tema di alimentazione) ad assumere una quantità di fibre adeguata, iniziando la nostra vita anche al piacere di sapori per noi nuovi provenienti dalla natura.

Sicuramente possiamo iniziare ad aumentare le fibre con spuntini a base di estratti.

L’estrattore, più che mai, si presta a questo scopo, in quanto preserva il massimo dei nutrienti preziosi presenti nella nostra frutta e nei vegetali, contemporaneamente riducendo, parzialmente, il tenore di fibre e aiutandoci quindi in questo nuovo percorso, che, ripeto, è molto soggettivo, evitandoci spiacevoli conseguenze che potrebbero derivare da un brusco aumento della quantità totale.

Ma tieni presente anche una cosa:

Se riscontri di presentare gonfiore, borborigmi (gorgoglii) o disturbi di stomaco dopo aver mangiato, non dare subito la colpa alle fibre alimentari: potresti essere carente di enzimi.

Infatti, queste proteine, sono necessarie per frammentare i nutrienti contenuti nel cibo in particelle sempre più piccole, fino a renderle adatte all’assorbimento.
Questi enzimi digestivi sono presenti nella bocca, stomaco e intestino.
Enzimi chiamati amilasi convertono gli alimenti ricchi in amido in zucchero, le proteasi ottengono aminoacidi dalle proteine e le lipasi degradano i grassi che poi vengono assorbiti nel piccolo intestino.
Le fibre sono composte da molecole che resistono alla digestione e pertanto passano attraverso il sistema digestivo senza venire degradate dagli enzimi.

Abbiamo già visto come le fibre possano essere di due tipi: quelle solubili e quelle insolubili.
Gran parte degli alimenti ne contiene entrambi i tipi.

Le fibre solubili si dissolvono in acqua e formano una specie di gelatina nel tratto digestivo.
Le fibre insolubili, d’altro canto, non si dissolvono in acqua ma, piuttosto, sono una specie di spazzini che spingono i residui di cibo fuori dal corpo, come fossero delle foglie morte.

Le fibre solubili è più facile si facciano sentire a livello del sistema digestivo in quanto vengono fermentate dai batteri presenti nell’intestino con conseguente formazione di gas.

D’altro canto, alimenti come fagioli e lenticchie contengono oligosaccaridi che derivano da fibre insolubili.
Questi oligosaccaridi come il raffinosio e lo steachiosio sono a loro volta fermentati dai batteri intestinali con conseguente produzione di gas e borborigmi (brontolii di pancia).

Dopo la lettura di questa serie di tre articoli sulle fibre alimentari, appare evidente come la Medicina Funzionale sia sempre alla ricerca di dare una spiegazione adeguata a tutti i sintomi che si presentano nella nostra vita e ci affliggono, rappresentando peraltro non un “fastidio” o disturbo più o meno grave, ma un segnale d’allarme che qualche disequilibrio si è verificato nel nostro organismo, e che questo va corretto se vogliamo che lo stato di salute generale prima o poi non sia compromesso.

Prof. Alfredo Saggioro (Responsabile Medico-Scientifico di siQuri) e Dr.ssa Giulia Calogero

Fondatori e Coordinatori del progetto Medicina Funzionale www.medicinafunzionale.org


Per saperNe di più:

Fiber: Start Roughing It! Harvard School of Public Health
Tsang, Gloria, R.D. Fiber 101: Soluble Fiber vs Insoluble Fiber

siQuri
Fibre alimentari come assumerlefibre alimentari, come assumerle?

Fibre alimentari: fanno beneFibre alimentari contenute all'interno dei cibi

Fatto in casa

Ciambellone ai semi di chia con polpa di mele e carote

4 Marzo 2016 — by Mimma Morana1

Mimma morana ci insegna come fare un ciambellone ai semi di chia recuperando le fibre di mele e carote avanzate dopo un succo fatto con l’estrattore


Una delle combinazioni piu’ gettonate per i succhi quotidiani fatti con l’estrattore è il connubio tra carote e mele che produce un estratto dolce, profumato, rimineralizzante ed efficacissimo per il viso, le rughe e la luminosità della pelle in generale.

In famiglia beviamo quotidianamente questa gustosa bevanda e ovviamente produciamo degli avanzi di fibre di mele e carote, ancora ricchi di sostanze preziose e quindi….come possiamo utilizzarli?

Oggi vi propongo un gustosissimo ciambellone dove alla salubrità dei resti dell’estrattore ho aggiunto i semi di chia, un vero scrigno di proprietà benefiche.

La Chia e una pianta  originaria del Messico e apprezzata dalla notte dei tempi. La leggenda narra che gli Atzechi traessero da questi semi la forza per vincere le battagliee infatti, nella loro lingua, “chia” vuol dire “forza”.
Questi semi sono molto ricchi di vitamine A, B e C, inclusa la vitamina B6 , utilissime al sistema per aumentare  la capacità di concentrazione e  la diminuzione dell’ansia.
I semini contengono inoltre una importante quantità di acidi grassi essenziali e ,da questo punto di vista, possono essere considerati un sostituto del pesce per tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi.
Tra i minerali contenuti in questi semi troviamo moltissimo calcio , ferro , fosforo , magnesio, potassio , zinco , rame che  uniti agli  aminoacidi e  vitamine contribuiscono a fornire all’organismo un ottimo livello di energia.
I semi hanno un alto contenuto di antiossidanti, ben superiore a quello degli altri semi.
Possono integrare ed arricchire molte ricette.

Le mele, come sappiamo, sono ricche di acqua, vitamine e sali minerali, una grossa capacità antiossidante,  assorbono le tossine dall’intestino e le eliminano.

Le carote è auspicabile, appunto, consumarle crude per non perdere i benefici effetti sulla vista, la pelle, l’intestino.

Quindi, avendo a disposizione tanta buona roba, che faccio?
Un ottimo dolce per la colazione, senza lattosio, con pochi grassi e, udite udite, SENZA ZUCCHERO!
…E si, proprio senza zucchero in quanto la polpa ricavata dal succo è dolce, naturalmente e il risultato è stato gradevolissimo. Per coloro che, comunque, desiderano un gusto piu dolce, possono aggiungere 15 gr. di stevia all’impasto.
Comunque sarà una colazione o una merenda salutare dove, un terzo della massa è costituita da fibre, vitamine e sali minerali, dolcificate con il fruttosio naturale contenuto in esse…quindi, cosa aspettate?

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Ciambellone ai semi di chia con polpa di mele e carote di Mimma Morana

Ingredienti:

  • 200 gr. di avanzi da estrattore (fibre di mele e carote)
  • 200 gr. di farina integrale
  • 2 uova intere Bio
  • 100 gr. olio di lino e girasole bio
  • 50 gr. di acqua  (o latte vegetale)
  • 30 gr. semi di chia
  • 15 gr. di stevia (FACOLTATIVO)
  • la scorza grattugiata di un limone Bio
  •  1 bustina lievito per dolci
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

  1. Frullare in un mixer la polpa di mele e carote per rendere il composto più liscio, aiutandovi con un po’ d’acqua
  2. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare bene.
  3. Imburrare e infarinare uno stampo (ciambellone o plum cake)
  4. Infornare a 180° per 30 minuti
  5. Sfornare e spolverare di zucchero a velo

siQuri

Una ricetta della tradizione: la pizza di maissiquri-pizza-mais

Pane fatto in casa con spinaci: una ricetta greenfoto-pane-1

 

Fatto in casa

Pane fatto in casa con spinaci: una ricetta green

11 Febbraio 2016 — by Laboratori siQuri.it0

Il pane fatto in casa con spinaci è autentico e genuino.
Autentico nei profumi e nei sapori. Genuino nella sostanza.

Oggi vi diamo una valida alternativa al solito pane comprato, ecco una ricetta per un pane fatto in casa con spinaci, un pane unico perché impastato con le nostre mani !

Se avete in mente di preparare un pranzo vegetariano o vegan, a base di prodotti di stagione e genuini, per amici e parenti, non potete mettere in tavola un pane qualsiasi! E’ bene seguire gli stessi principi di genuinità anche nella scelta del cibo più basilare della nostra alimentazione: il pane

L’unione delle farine antiche, di grani antichi ed il succo con il colore degli spinaci, è il valore aggiunto che determina la bontà di questo pane. Un pane che ci dà gusto e salute!!

Ecco allora la ricetta facile per un pane fatto in casa con spinaci.

Ingredienti

  • 200 g farina petra 1
  • 100 g farina di saraceno
  • 100 g farina d’avena
  • 100 g farina di farro
  • 10 g di malto di mais
  • 50 g lievito madre secco
  • 10 g di sale
  • 100 cl di succo di spinaci
  • 160 cl di acqua
Pane fatto in casa con spinaci
Pane fatto in casa con spinaci

Preparazione

  1. Impastare le farine, il lievito e il malto con il succo degli spinaci e l’acqua. Il succo è stato estratto precedentemente con l’estrattore di succo Essenzia Green 
  2. Aggiungere il sale a fine impasto e lasciare riposare almeno 3 ore a lievitare dentro il cuoci pane Emile Henry.
  3. Fare la forma tonda spolverare la superficie con della farina e incidere con due tagli incrociati e lasciando riposare 30 minuti.
  4. Infarinare il piatto del cuoci pane Emile Henry e infornare il pane dentro la campana a 220 gradi per 45 minuti.
  5. Togliere il cuoci pane gli ultimi 5 minuti di cottura e lascia raffreddare la pagnotta scoperta.

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Riscopriamo il pane fatto in casa pane-integrale-fatto-in-casa

Le proprietà salutari degli spinacisiquri0spinaicopertina

 Pane super nutriente con semi geminatipane fatto in casa con semi germinati

NutrizioneVitalità

Le proprietà salutari degli spinaci

19 Gennaio 2016 — by Laboratori siQuri.it0

Gli spinaci : questa verdura è ricca di benefici

abbonda di ferro, di vitamina A, di vitamina C, riesce a proteggere la vista, apporta vantaggi al sistema immunitario e si rivela efficace in caso di stitichezza.

Non dovrebbe mai mancare nella nostra alimentazione, perché contribuisce al benessere generale dell’organismo.

Gli spinaci sono una pianta erbacea con interessanti proprietà terapeutiche, il nome scientifico della pianta è Spinacia oleracea ed appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae. Può raggiungere l’altezza di 70 cm circa, con grosse foglie verde scuro.

Scopriamo più nei dettagli tutte le proprietà benefiche degli spinaci.
  • Elevato contenuto di ferro e per le loro virtù energetiche. In realtà, pur essendo vero che questi ortaggi sono particolarmente ricchi di ferro (circa 3 mg per ogni etto), il nostro organismo può trattenere e utilizzare solo una minima parte di questo prezioso nutriente, in quanto gli spinaci contengono anche acido ossalico, una sostanza capace di limitare in maniera consistente la biodisponibilità dei minerali forniti dagli ortaggi a foglie verdi.
  • Contengono buone quantità di vitamine, in particolare vitamina A, essenziale per idratare e tonificare la pelle e per il corretto funzionamento della vista, e vitamina C, fondamentale per rinforzare il sistema immunitario e per combattere i danni provocati dai radicali liberi.
  • Contengono minerali, in particolare rame, zinco, fosforo, potassio e calcio, che regolano il metabolismo idrico dell’organismo e gli scambi osmotici tra le cellule.
Gli spinaci contengono buone quantità di vitamine, in particolare vitamina A, essenziale per idratare e tonificare la pelle e per il corretto funzionamento della vista
Gli spinaci contengono buone quantità di vitamine, in particolare vitamina A, essenziale per idratare e tonificare la pelle e per il corretto funzionamento della vista
  • Contengono acido folico, che contribuisce a stimolare la produzione di globuli rossi e che risulta efficace nella prevenzione di tumori e di patologie cardiovascolari.  Apportano benefici in caso di anemia; per questo gli spinaci restano comunque un alimento consigliato agli anemici ed alle donne in stato di gravidanza.
  • Contengono clorofilla, che rigenera le cellule apportando loro ossigeno, migliora la contrazione cardiaca e rivitalizza il sistema vascolare, e alcuni carotenoidi, che svolgono una buona azione antiossidante.
Gli spinaci: Consigli per il consumo e Controindicazioni

Dal momento che i preziosi micronutrienti presenti negli spinaci vengono dispersi nell’acqua di cottura, essi andrebbero consumati crudi e conditi con succo di limone, in quanto l’acido ascorbico favorisce l’assimilazione del ferro da parte dell’organismo.

Calcoli renali: causati dall’accumulo di “sassolini” (sali minerali) nei reni, rappresentati principalmente dall’ossalato di calcio. Gli spinaci sono ricchi di calcio e ossalati, quindi le persone predisposte o a rischio di sviluppo calcoli renali non dovrebbero consumarne grandi quantità.

 Valori nutrizionali per 100 g:
  • Kcal 31
  • Acqua 90,1 g
  • Proteine 3,4 g
  • Grassi 0,7 g
  • Carboidrati 2,9 g
  • di cui zuccheri 0,4 g
  • Fibre 1,9 g

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 La Paprika: usi e benefici siquri0spezia-paprikacopertina

Zenzero: proprietà, benefici, utilizziDollarphotoclub_57686323zenzero 

La curcuma: proprietà, usi e beneficiSiQuri-curcuma

Nutrizione

Frutto o verdura? Questo è il dilemma

13 Gennaio 2016 — by Laboratori siQuri.it0

Quante volte ci fermiamo di fronte a quel determinato frutto o verdura e sentiamo il diavoletto  sulla nostra spalla sussurrarci per prima cosa: “Ma almeno sai se è un frutto o verdura? “

Già è proprio vero che sappiamo davvero poco sugli ingredienti che comunemente usiamo nelle nostre ricette.

ORA Diamo voce all’angioletto e con I’aiuto dei Laboratori siQuri cercheremo di chiarirvi ALCUNE COSE in merito

Iniziamo subito col definire una cosa importante, che stabilisce una differenza sostanziale: un frutto nasce dal fiore di una pianta (dopo essere stato impollinato) e al suo interno contiene semi. Se invece nasce dalle foglie, fusto o radice allora siamo di fronte ad una verdura.

siQuri Frutto o Verdura
Frutto o Verdura? O addirittura..? Clicca per ingrandire l’iconografia e siQuri te lo spiega.

Detto questo iniziamo subito e vedrai che alla fine resterai davvero sorpreso:

è un FRUTTO O VERDURA?

Il pomodoro è…?

siQuri_PomodoroUn frutto!

Il pomodoro nasce dal fiore della sua pianta dopo l’impollinazione e ha semi al suo interno, quindi è un frutto. Anzi più precisamente è una bacca! Proprio come i suoi cugini più stretti peperoni e melanzane (appartengono alla famiglia delle Solanaceae) e sono bacche. Se vi piace potete chiamare il pomodoro ‘frutto della terra’ e ricordate che è il frutto più popolare al mondo.

I piselli sono…?

siQuri_PIselliFrutti!

Tecnicamente mangiamo i semi contenuti in un baccello. Questo li rende automaticamente dei frutti. Rientrano nella famiglia dei legumi e sono ricchi di fitonutrienti, minerali, vitamine (A, C e K) e antiossidanti. Non contengono affatto colesterolo e hanno una buona quantità di fibre solubili e insolubili.

La zucca è…?

siQuri_ZuccaUn frutto!

La zucca al suo interno contiene moltissimi semi, viene comunemente usata nella cucina di diverse culture: oltre alla polpa di zucca, se ne mangiano anche i semi, opportunamente salati. La zucca è un frutto che viene cucinato come una verdura. Si presta in mille ricette: cucinata al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella, o estratta all’interno di un succo vivo.

Le fragole sono…?

siQuri_Fragole

Ne frutti ne verdure!

E’ già.. e quindi che sono? Un falso frutto. Comunemente con Fragola si intende la parte edule della pianta: anche se le fragole sono considerate dei frutti dal punto di vista nutrizionale, non lo sono dal punto di vista botanico: i frutti veri e propri sono i cosiddetti acheni ossia i semini gialli che si vedono sulla superficie della fragola. La fragola viene considerata come un frutto aggregato perché non è altro che il ricettacolo ingrossato di un’inflorescenza, posizionata di norma su un apposito stelo. Sono ricche di zuccheri, vitamine C, flavonoidi e antiossidanti.

Le olive sono…?

siQuri_OliveFrutti!

Questa era semplice: hanno un seme bello grosso al loro interno e nascono dagli Ulivi. Il termine botanico è “drupa” e cambia a seconda della varietà. Il significato biologico del frutto è fornire protezione, nutrimento e mezzo di diffusione al seme che contiene. E’ il frutto simbolo del mediterraneo, ricco di grassi, vitamine, potassio e sali minerali, nonché i fenoli in esse contenuti aiutano a prevenire alcune malattie cardiovascolari e hanno un forte potere antiossidante.

Mele, pesche e lamponi sono…?

siQuri_Rose

Rose!

O meglio, fanno parte della famiglie delle Rosaceae, che è una delle famiglie più importanti in natura: oltre i fiori comuni ne fanno parte anche il melo, il ciliegio, il pesco, il susino, il mandorlo, il sorbo, il pero e l’albicocco.

 

Le banane sono…?

siQuri_BananeBacche!

Il termine banana è associato alla bacca in grappoli della pianta (Banano, pianta della famiglia delle Musaceae).

 

 

In conclusione abbiamo scoperto come non sia un dilemma, ma semplicemente siamo abituati ad identificare un frutto o verdura in base all’utilizzo che ne facciamo in cucina o al momento in cui lo assumiamo. Ora che abbiamo scoperto come identificare correttamente alcuni di questi non dobbiamo far altro che continuare ad assumerne regolarmente nella nostra dieta, stando sempre attenti a scegliere solo frutta e verdura di stagione.


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Buona e salutare lettura.

 

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Fibre alimentari fanno bene?Fibre alimentari contenute all'interno dei cibi

Fibre alimentari, come assumerle?Dollarphotoclub_82912936OK1

Fatto in casa

Vademecum alimentare: star bene a tavola

12 Gennaio 2016 — by Laboratori siQuri.it0

Oggi ai Laboratori siQuri vogliamo proporvi un onesto vademecum alimentare su come stare meglio a tavola, e qualche consiglio pratico che aiuti direttamente la nostra salute alimentare

Il mood

Partiamo subito questo vademecum alimentare dallo spirito: cerchiamo di mangiare in un clima il più possibile rilassato e sereno. E’ una cosa semplice ma molto importante e il nostro consiglio è che non trascuriate mai questo aspetto.

Mastichiamo sempre a lungo

La fase digestiva inizia già in bocca ed è di importanza fondamentale. La stessa cosa quando beviamo, cerchiamo sempre di bere lentamente e non abbondare mai durante i pasti (una quantità moderata). Scegliamo acqua non gasata e oligominerale così da non diluire troppo i succhi gastrici. Beviamo sempre quando abbiamo sete: acqua o estratti di succo vivo.

Colazione da principe, pranzo da borghese e cena da mendicante

Iniziamo sempre la nostra giornata con una colazione non abbondante ma sicuramente ricca di nutrienti. A pasto cerchiamo di essere il più completi possibile, preferendo alimenti ricchi di carboidrati (come pane, pasta, riso, farro, polenta, e farinacei) accompagnati da proteine (carni, pesci, uova, formaggi, legumi, uova, noci), vitamine e sali minerali (contenuti nella frutta e nella verdura) e come grassi optiamo sempre per un olio extra vergine d’oliva buono e con grandi proprietà organolettiche.

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A pasto cerchiamo di essere il più completi possibile, preferendo alimenti ricchi di vitamine e sali minerali contenuti nella frutta e nella verdura.
Si ai cibi di origine vegetale

Come detto pocanzi optiamo sempre per l’olio d’oliva e come proteine legumi (fagioli, lenticchie, fave e ceci), ma anche frutta secca come noci e mandorle in particolar modo.

No frutta e dolci a fine pasto

Non significa non mangiarne! Evitiamo di consumare frutta e dolci al termine del pasto perché accentuano il gonfiore allo stomaco. Dobbiamo tenere sempre in mente che la fibra della frutta ingerita inizia da subito il processo di digestione nello stomaco ed ha tempi molto più rapidi di assimilazione rispetto al restante del cibo ingerito. Scegliamo piuttosto di consumarli a colazione o come spuntino pomeridiano. Questo non significa che dobbiamo per forza assumerli durante il giorno: possiamo benissimo decidere una volta tanto di prepararci degli sfiziosi manicaretti per una cena a base di soli frutta e dolci. Sempre a riguardo della frutta cerchiamo di assumere frutta acida al mattino, come gli agrumi, evitando di mangiarli la sera. Un’alternativa valida è l’estratto di succo che consente al nostro organismo di ricevere tutte le proprietà nutrizionali dalla frutta e dalla verdura, dando così continuità alla frutta e verdura ingerita a pranzo. Nonchè consentirci di realizzare dei dolci proprio a base della frutta e verdura estratta.

Zucchero, sale, caffè; si, ma con modo

Limitiamo il consumo di questi, oltre a tè, spezie, cibi piccanti, alcolici (non più di ½ l di vino o birra al giorno). Evitiamo i superalcolici, i dolcificanti non naturali e assolutamente le bibite zuccherata e gasate a favore di estratti naturali che conservino il più possibile le proprietà naturali di frutta e verdura (e poi detto fra noi, chi ha provato un estratto di succo naturale vivo da frutta e verdura di stagione sa benissimo che non berrà mai più i succhi in commercio, pieni di conservanti, coloranti e altre sostanze non particolarmente benefiche per il nostro organismo).

Cibi naturali

Nutriamoci il più possibile con cibi naturali ovvero cibi che hanno subito meno trasformazioni tecnologiche possibili. Evitiamo i cibi in scatola, cibi con conservanti e fritti pesanti. Privilegiamo invece piatti cucinati in maniera semplice e tradizionale, oltre a cibi integrali assicurandosi sempre che siano di origine biologica (altrimenti conterranno una dose maggiore di pesticidi rispetto agli alimenti raffinati).

Che stress!

In condizione di stress (fisico e psicofisico) cerchiamo sempre di aumentare il fabbisogno vitaminico a causa dell’aumentata attività metabolica. E’ bene quindi intensificare il consumo di frutta e verdura cruda, anche sotto forma di estratti e non centrifugati: i centrifugati bruciano all’istante le proprietà naturali estremamente volatili contenute nella frutta e verdura. Ricordiamoci anche sempre sotto stress aumentano esponenzialmente anche le difficoltà digestive. E’ quindi buona regola consumare sempre pasti moderati, magari alzandosi da tavola con una leggera fame residua (il senso di sazietà arriva sempre a “scoppio ritardato”, cioè il segnale che siamo sazi dallo stomaco arriva al cervello 20min dopo l’invio. Pensate quante cose potreste ingerire in quei 20min, credendo di non essere ancora sazi). Lo stesso discorso vale anche durante la gravidanza e l’allattamento: la nutrizione materna assume un ruolo determinante.

Ed infine quello più importante..

MangiaMO sempre quando ABBIAMO fame e bevIAMO quando ABBIAMO sete!

Questo vademecum alimentare contiene alcune piccole regole che possiamo tranquillamente seguire a favore di un’alimentazione più equilibrata e salutare. Evitiamo sempre le diete fai da te, e cerchiamo appoggio e consiglio in nutrizionisti, naturopati, dietisti e dietologi che ci guidino passo passo sempre in maniera sapiente e salutare.

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Se volete maggiori informazioni su come assumere al meglio le fibre naturali, vi invitiamo a leggere con cura gli articoli qui in calce scritti dai nostri nutrizionisti specializzati.


Leggi anche:
Le fibre alimentari: fanno bene?
Le fibre alimentari: come assumerle
Differenza tra estrattore di succo e centrifuga
Impariamo ad autoprodurci le farine

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